Attori per un giorno: i nostri ospiti al centro di una rappresentazione dal sapore natalizio

C’è aria di festa e di casa e prevale la gioia nei locali del Centro di Riabilitazione e Casa protetta “Don Milani” di Lungro (CZ) dove le tradizioni secolari arbereshe, figlie di una storia che ha radici altrove, si sono intrecciate con i colori ed i riti del Natale calabrese. Nel segno di una tradizione che rinnova ogni anno il suo voto a Gesù Bambino, una magica atmosfera ha caratterizzato nei giorni scorsi ogni angolo della Struttura grazie ad una particolare messinscena che, in attesa della Notte Santa, ha fatto rivivere alcune usanze culinarie d’origine albanese.

Tra la curiosità e la trepida attesa di tutti i nostri ospiti, il personale in servizio ha vestito i panni della tradizione e allestito dei particolari banchetti, dedicato ognuno ad una tipicità gastronomica, in cui hanno risuonato gli echi di una cultura perfettamente integrata con la nostra: in uno si è potuto osservare la lavorazione della “xhurxullea” (giurgiulena), una sorta di torrone fatto con semi di sesamo e miele, utilizzando un antico tegame di rame; in un altro, la lavorazione delle “shtridhelat” e “strangule”, entrambi primi piatti che necessitano di un procedimento molto lungo ed elaborato per essere portati in tavola. In un altro ancora, ha preso forma la preparazione del “mate”, un vero e proprio rito del tè molto caro alla comunità albanese di Lungro, durante il quale tale bevanda dev’essere degustata con la stessa cannuccia (“bombilla”) e recipiente (“matero”) utilizzati per la sua preparazione.

Fondamentale, dunque, per la riuscita della festa è stata la collaborazione del personale che con grande entusiasmo e spirito di partecipazione e condivisione ha permesso la realizzazione della suddetta scenografia, curandone i minimi dettagli; di grande impatto anche l’utilizzo di abiti tradizionali e di utensili antichi che hanno conferito all’evento un “sapore” ancora più suggestivo. Altrettanto importante l’impegno dei nostri ospiti che, durante le attività laboratoriali grafico-creative, hanno realizzato parte dell’arredo necessario, utilizzando cartone, polistirolo e colori a tempera. L’ispirazione l’hanno tratta, invece, dai racconti emersi durante l’attività del Gruppo ascolto nell’ambito del quale ciascuno ha ripercorso usi e costumi della propria famiglia nel periodo natalizio, ha ricordato come trascorreva le giornate di festa nella sua terra d’origine e quali erano i piatti tipici sulla tavola del Natale ed il tutto ha contribuito a rendere la ricostruzione molto vicina alla realtà e perfettamente aderente ai ricordi ed alle loro emozioni più care.

Indescrivibile l’emozione da parte di alcuni ospiti che hanno partecipato attivamente alla rappresentazione, sedendosi accanto ai nostri “attori”. Il signor Italo, per esempio, insieme ad un operatore, si è perfettamente calato nella parte del degustatore ed ha contribuito a ricreare l’atmosfera di storica memoria ideale per assaporare il “mate” e… nonostante il rigore teatrale e la scaletta scenica è stato divertente (ma anche soddisfacente) cogliere sul suo viso il divertimento e qualche buffo sorriso. Tutti gli altri hanno ammirato la rappresentazione rivivendo attimi di un tempo passato e lasciandosi piacevolmente coinvolgere dalla melodia degli strumenti musicali e dai canti natalizi intonati, in lingua arbereshe e in italiano, dal gruppo “Te Bukurit”.

L’iniziativa si è conclusa con i saluti e gli auguri dell’amministratore unico Gianmario Poggi, del direttore amministrativo Roberto Miracco e del sindaco di Lungro, Carmine Ferraro. È seguito un ricco buffet con dolci tipici accompagnato da bei momenti di convivialità e allegria.

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