Grande pranzo di famiglia in Rsa con musica, soprese e tanta voglia di condivisione autentica

 

Quando le porte della Rsa si sono aperte alle famiglie, il Natale è entrato davvero: lo ha fatto con il suono delle voci amate, con gli sguardi che si sono cercati e riconosciuti, con mani giovani e mani segnate dal tempo che si sono intrecciate. In quel momento la festa ha smesso di essere solo un evento dicembrino ed è diventato un ritorno a casa fatto di legami che resistono, di affetto condiviso e di ricordi che continuano a nutrirsi e a vivere insieme. Il Gran Concerto Bandistico di Gimigliano, guidato dal Maestro Carmine Scalzo, ha dato il via nella Struttura residenziale “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz), ad un momento di gioia profondamente significativo per i nostri ospiti, le loro famiglie e tutto il personale della Rsa. 

Tra addobbi delle grandi occasioni, tante belle emozioni ed un’infinità di sentimenti spontanei, la festa è diventata un piccolo miracolo quotidiano che ha unito tutti in un grande abbraccio, in un coro di voci del cuore che ha cantato all’unisono la felicità dei gesti semplici e dalla sincera condivisione.

Al motto di “io ci sono” pronunciato con tutto l’affetto possibile dall’educatrice Donatella a nome di tutti i componenti dell’équipe multidisciplinare e del personale al completo, è iniziata una giornata pensata nel segno della tradizione e dei valori che contano davvero, quelli di collaborazione, fratellanza, accoglienza e comunità con cui il Management aziendale nutre quotidianamente la sua mission, segnando ogni giorno con soddisfazione il traguardo più nobile degli standard di cura. In rappresentanza di quest’ultimo, Vittorio Poggi ha plaudito all’impeccabile macchina organizzativa che ha dato vita ad un momento dal grande valore umano, reso speciale dall’impegno e dalla professionalità di tutto il personale, dalla collaborazione dei volontari e dalla presenza affettuosa delle famiglie; la partecipazione entusiastica e calorosa di tutti quanti ha trasformato questa giornata in un’occasione autentica di condivisione, confermando quanto le relazioni, l’attenzione reciproca ed il senso di comunità siano al centro dell’azione della Rsa. Il sindaco di Gimigliano, Laura Moschella, non è stata da meno quanto a complimenti, definendo quella di Porto un’oasi di benessere, un modello da esportare sul territorio. Unanime l’apprezzamento di tutti gli altri rappresentanti istituzionali e del terzo settore nonché del diacono don Mario Arcuri e dei rappresentanti delle Associazioni che, a vario titolo, collaborano con la Struttura, tra cui la Protezione Civile, l’Avis, e “Super nonni in azione”. E proprio i “super nonni” hanno portato anche una nota di golosità all’evento preparando sul posto i “viscottielli” della tradizione gastronomica calabrese.

Straordinario e suggestivo il colpo d’occhio che tutto il personale ha regalato agli ospiti della giornata indossando la rossa “divisa” di Babbo Natale, ma ancora più straordinario e indimenticabile il regalo che ha confezionato (a sorpresa) per tutti i presenti: un divertente ed entusiastico flashmob a tema natalizio sulle note di “All I want for Christmas is you”. Un grande spirito di squadra ha pervaso, dunque, ogni angolo ed ogni momento della giornata e che è, perfino, riuscito a coinvolgere attivamente alcuni dei nonni ospiti della Struttura, come il caro Raffaele che si è travestito da Babbo Natale per donare sorrisi, gioia e allegria.

La giornata ha trovato dolcemente completamento nel Pranzo di Natale preparato con cura e amore dai cuochi della Struttura: i nostri ospiti hanno avuto le loro famiglie al fianco in un’atmosfera di intimità e calore, e tutti si sono sentiti coccolati, avvolti dai piacevoli ricordi e dall’intramontabile affetto dei loro cari. Non è mancata anche qui una sorpresa davvero speciale: il capostipite della società, Massimo Poggi, ha affiancato i suoi figli Gianmario, Vittorio e Alessandro in una simbolica distribuzione di doni che ha testimoniato, ancora una volta, l’attenzione che il team manageriale dedica ai nostri nonnini ed ai quei sentimenti autentici che sono alla base di un lavoro che va bel oltre, ormai, il gesto materiale e che rappresenta vicinanza alle persone, riconoscimento e rispetto, cura che va oltre l’assistenza. Il pranzo ha azzerato, insomma, ogni distanza rafforzando il senso di sicurezza emotiva di ciascun ospite. La nostra Rsa si riconferma una casa aperta, accogliente, generosa e unita e, al centro di tutto questo, si dimostra sempre e solo l’ospite e la sua condizione di benessere.

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