La visita pastorale dell’arcivescovo Maniago ha sancito il valore inestimabile dell’anzianità

Hanno intonato il canto “Alleluia” per salutare, gioiosi, monsignor Claudio Maniago: gli ospiti della Rsa “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz) hanno ricevuto la visita pastorale dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace dimostrando tutto il loro attaccamento al pastore che ha offerto loro vicinanza paterna e conforto spirituale, alleviando le loro sofferenze e rinnovando la speranza. Un incontro speciale quello che ha visto anche un’anticipazione della celebrazione della Festa dei nonni in un clima intenso, profondamente emozionante e ricco di calore umano. La presenza del vescovo, massima autorità religiosa locale, ha ribadito, infatti, con forza, che ogni persona, a qualsiasi età ed in qualsiasi condizione di salute o fragilità, ha un valore inestimabile agli occhi di Dio e della comunità. E, contemporaneamente, ha riconosciuto il ruolo fondamentale degli anziani come custodi della memoria storica, culturale e spirituale delle famiglie e del territorio.

La visita pastorale ha trasformato la Residenza in uno spazio di Chiesa viva e accogliente, ricordando ad ogni ospite che nessuno è mai dimenticato. Il vescovo Maniago ha salutato tutti i presenti parlando della sua presenza come di un abbraccio nei confronti dell’intera comunità che ruota attorno alla Struttura: gli anziani, le loro famiglie e gli operatori che, con il proprio lavoro quotidiano, ne accompagnano il cammino. Un saluto ed un ringraziamento autentico per la sua preziosa vicinanza l’ha espresso Vittorio Poggi Madarena, componente della governance aziendale, che ha messo in evidenza come l’operato svolto del vescovo sia molto vicino al lavoro svolto dal personale della Rsa, cioè un lavoro d’amore e di donazione all’altro, una vera e propria vocazione fatta spesso di stanchezza e sacrificio ma contraddistinta sempre dalla passione.

La partecipazione di tutti i nostri ospiti, dei loro familiari e del personale della Rsa è stata attiva durante tutti i momenti della celebrazione, specie durante la lettura delle preghiere dei fedeli. Al termine della funzione, il monsignore ha voluto sottolineare il valore immenso della vita e di ogni tappa che la custodisce, da quando un bambino nasce e viene cullato tra le braccia della madre, proseguendo con l’infanzia e la giovinezza, poi con l’età adulta dove si cerca di guadagnare tempo con l’obiettivo di fare più cose possibili, fino ad arrivare all’età senile, uno tra i traguardi più belli dell’esistenza. La sua presenza tra gli anziani ha avuto il sapore dell’incontro autentico, di un dialogo attivo ed attento privo di formalità. Nelle conversazioni sono emersi frammenti di un passato ricco di volti, affetti ed esperienze: episodi della vita quotidiana, ricordi di famiglia, momenti che il tempo non ha cancellato e vicende che hanno segnato intere esistenze. Ogni racconto ha offerto al vescovo uno scorcio particolare di vita vissuta e custodita preziosamente nella memoria. Quest’ultimo ha accolto le testimonianze con rispetto e partecipazione, lasciando che fossero gli anziani a raccontarsi in libertà. Ne è nato un confronto spontaneo, fatto di sorrisi, emozioni e parole condivise a dimostrazione che incontrare una persona anziana significa anche entrare in una storia lunga una vita. E ascoltarla con trasporto significa riconoscere il valore di quella storia, della memoria che custodisce e dell’esperienza che ancora oggi può essere donata agli altri.

La visita a “Madonna di Porto” ha dato, dunque, un volto concreto alla dimensione pastorale dell’incontro: entrare in una realtà dedicata all’accoglienza degli anziani ha significato, per l’arcivescovo, avvicinarsi non solo agli ospiti, ma anche a quanti ogni giorno condividono con loro tempo, responsabilità, attenzione e cura.

Prima dei saluti finali, Sua Eccellenza ha visitato tutti gli spazi della Struttura ed ha raggiunto gli ospiti che non avevano potuto prendere parte all’incontro. È stato, quindi, omaggiato con un fermacarte di pietra realizzato durante le attività laboratoriali grafico-creative quale simbolo di solidità e memoria, concetti che richiamano in qualche modo la figura del nonno, una presenza forte e rassicurante, punto di riferimento della famiglia. A suggellare la visita con un’ulteriore occasione di condivisione ci ha pensato il ricco buffet allestito dagli chef della Struttura.

 

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