Un ricco programma di approfondimenti e confronto ha valorizzato l’identità di ciascun ospite

Organizzare la festa del papà insieme ai nostri ospiti è sempre un momento dal grande valore emotivo e simbolico: non si tratta solo di festeggiare una ricorrenza ma di celebrare la gioia di essere genitori, la soddisfazione di aver potuto guidare i propri figli nella loro affermazione nel mondo, il dono di potersi nutrire dei loro successi e di alleviare i loro dolori. Significa gioire del tempo che passa e brindare alla possibilità di essere ancora attori del proprio e, poi, ridare vigore ed energia alle proprie abilità ed emozioni, rinforzare le relazioni ed i legami anche tra gli ospiti della Rsa contrastando eventuali segni scoraggianti dell’età o sensazioni di isolamento. L’evento che si è svolto nella mattinata del 19 marzo nella Struttura di Spezzano Albanese (Cs) è stato, infatti, progettato con finalità terapeutiche e ricreative mirate al benessere degli ospiti. L’équipe multidisciplinare si è adoperata per offrire agli anziani un programma ricco di momenti di approfondimento e confronto a partire dalle motivazioni che fanno coincidere la festa del papà con la festa di San Giuseppe. Quest’ultimo padre putativo di Gesù, incarna l’ideale di paternità, umiltà e lavoro, ed è celebrato dalla Chiesa fin dal Medioevo quale protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale.

Durante l’interessante excursus è stata anche ricordata la tradizione di tanti piccoli comuni di accendere grandi cataste di legna in segno di purificazione: si bruciano idealmente i residui del vecchio raccolto per accogliere la primavera, simboleggiando il lavoro di ogni padre che prepara il terreno per il futuro dei figli. Il programma della giornata ha previsto anche momenti di attività di potenziamento e stimolazione cognitiva, infatti, i nonnini sono stati invitati, tramite una breve intervista, ad esternare i loro ricordi legati alla loro figura paterna o al proprio ruolo di padre. Ascoltare e riconoscere collettivamente la storia personale di ognuno ha valorizzato gli elementi salienti della narrazione, sottolineato l’importanza e l’intensità del vissuto e integrato, rinsaldandoli, i singoli tasselli della loro identità.

A tutti i papà è stato, poi, donato un piccolo un papillon colorato, realizzato con la pasta modellabile ma anche con una grandissima dose di amore ed impegno speso nei giorni precedenti, durante l’attività laboratoriale grafico-creativa. Lavorare insieme per uno scopo comune ha creato all’interno del gruppo armonia, entusiasmo e tanta solidarietà.

La festa si è conclusa con un momento di convivialità e la degustazione di golosissime “zeppole”, tipiche ciambelle con la crema e l’amarena, avvolti dalle note dei brani più belli e significativi del cantautorato italiano così da accompagnare i ricordi e favorire, ancor di più, la partecipazione attiva e gioiosa.

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