I nostri ospiti hanno incarnato i 12 apostoli offrendosi alle cure amorevoli sull’esempio di Gesù

È l’atto d’umiltà per eccellenza quello raccontato dal Vangelo di Giovanni e che mette al centro l’amore degli uni per gli altri ed i gesti semplici ma dall’immenso potere simbolico: la lavanda dei piedi degli apostoli da parte del loro Maestro Gesù. E tale gesto dalla grande portata emotiva è stato rivissuto in coena domini, nella messa celebrata da don Faustino Kalala durante il Giovedì Santo, lo scorso 17 aprile, in ricordo dell’Ultima Cena, nella RSA “Madonna di Porto” di Gimigliano (CZ).

Un momento particolarmente emozionante per tutti i presenti ma soprattutto per gli ospiti che hanno incarnato i 12 apostoli, vestiti con tuniche e stole e posizionati dinanzi ad un tavolo arricchito col pane e col vino, simboli dell’Ultima Cena. Ai nostri cari nonni, ai loro familiari ed al personale della Struttura che ha seguito la funzione con grande trasporto, iI diacono don Mario Arcuri ha sottolineato la pienezza del gesto simbolico della lavanda dei piedi, momento che tutti dovrebbero vivere nella propria interiorità per convertirsi al servizio disinteressato, alla gratuità, alla disponibilità verso chi ha bisogno, all’imparare a perdonare, al riconoscimento dei propri errori, tutto in linea con quella visione che mira alla Chiesa “del grembiule” cioè una Chiesa del servizio.

Al termine della funzione religiosa che ha dato avvio al Triduo pasquale, tutti i presenti, felici di aver ascoltato parole di sostegno e conforto, sono stati invitati a partecipare ad un piccolo buffet allestito per l’occasione e seguito dallo scambio degli auguri per una serena e santa Pasqua. La giornata di fede è trascorsa gioiosa ed ha rinnovato in ognuno la speranza e la certezza di essere presi in cura da mani amorevoli e consapevoli della bellezza della condivisione del messaggio di Dio.

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