La Rsa si conferma fucina di sperimentazione creativa in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico

Drin, drin, drin! Il suono della campanella ha dato il via a una giornata speciale, ricca di emozioni, ricordi e sorrisi. In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, gli ospiti della Rsa di Mottafollone (Cs) hanno voluto fare un regalo ai bambini del comprensorio: un piccolo cortometraggio per augurare a tutti un buon anno scolastico e, soprattutto, per ricordare loro quanto sia importante studiare, sognare, imparare ed essere liberi. Perché la conoscenza apre le porte e la libertà permette a ciascuno di scegliere la propria strada.

Un viaggio tra i ricordi di un tempo, quando la scuola si presentava in tutta la sua veste austera, ha consentito ai nostri nonnini di vivere un flashback e commentare i valori di un tempo e quelli che animano la scuola di oggi; il gruppo ascolto ha condensato tutte le loro suggestione e preceduto la registrazione. I racconti hanno riportato alla memoria una scuola molto diversa da quella di oggi: le difficoltà per raggiungerla, i lunghi percorsi fatti per andare a lezione, l’abbecedario, i libri con tutte le materie da studiare, i quaderni, l’inchiostro e le penne. E poi lo zaino di cartone pressato, semplice ma prezioso, compagno di tante giornate scolastiche. Attraverso le parole degli ospiti sono riaffiorati ricordi, emozioni e piccoli dettagli di un tempo che sembrava molto lontano, ma che, raccontandolo, è tornato sorprendentemente vicino e vivido. Durante le attività laboratoriali grafico-creative, i ricordi sono diventati oggetti concreti: i nostri ospiti hanno cercato di ricreare l’ambiente scolastico il più fedelmente possibile, mettendo in campo manualità, creatività e memoria. Con il cartone è stata realizzata una lavagna, con sfondo nero e cornice in legno, anch’essa riprodotta utilizzando il cartone. Un semplice bastoncino di legno, dipinto di giallo e decorato con i numeri, si è trasformato in un righello. Sono stati realizzati quaderni con fogli a righe e a quadretti e, soprattutto, è stata riprodotta la borsa di cartone pressato, rivestita con stoffa e impreziosita da un manico rivestito all’uncinetto. Non potevano mancare il festone con la scritta “Benvenuti!” e i fiocchi rossi e blu preparati per accogliere gli scolari all’ingresso dell’aula. Ogni elemento è stato costruito con cura, ma soprattutto con il desiderio di riportare alla luce un pezzo della propria storia.

Ed ecco che, finalmente, il suono della campanella ha suonato. Il Modulo “C” della Rsa si è trasformato in una classe spaziosa, luminosa e accogliente. Ma soprattutto, accogliente di emozioni. Gli ospiti sono entrati in classe ed hanno preso posto ognuno al proprio banco. La maestra Vittoria, la nostra psicologa, dopo essersi presentata, ha iniziato l’appello. Uno alla volta, gli “alunni” hanno alzato la mano e risposto: “Presente!” L’emozione era palpabile. Per un momento non sembrava di essere nella Struttura di Mottafollone, ma di essere tornati davvero tra i banchi di scuola.  Come prima materia in orario è stato scelto italiano. La maestra Vittoria ha proposto un dettato tratto dalla fiaba di Cappuccetto Rosso. E sono tornate alla mente quegli interrogativi che appartengono ad ogni bambino seduto davanti a un quaderno: “Puoi ripetere?”, “Ho scritto bene?”… Piccoli bisbigli, sorrisi e concentrazione hanno reso ancora più autentica l’esperienza. Quelle parole, apparentemente semplici, hanno fatto riaffiorare il ricordo dei banchi di scuola e dell’attenzione necessaria per ascoltare, comprendere e poi trasformare le parole in scrittura.

Poi, ancora una volta, il suono della campanella. Era arrivata l’ora della ricreazione! Una merenda e un succo hanno accompagnato un momento fatto di risate, sorrisi e tanta allegria. Gli ospiti, quasi increduli, si sono lasciati coinvolgere pienamente dall’esperienza, riscoprendo la leggerezza e la spensieratezza di una giornata scolastica. Terminata la pausa, si è tornati sui banchi per la lezione di matematica. La maestra Vittoria è stata affiancata dall’assistente di laboratorio, l’ospite Tonino, che ha scritto alla lavagna le tabelline. Man mano che la maestra interrogava, Tonino annotava alla lavagna il risultato corretto. Un semplice esercizio scolastico si è trasformato così in un’altra occasione per ricordare, partecipare e sentirsi nuovamente parte di una classe.

A conclusione della giornata, la “scolaretta” Giuseppina ha voluto recitare una poesia imparata a scuola, dedicata alla Seconda guerra mondiale. Un momento particolarmente significativo, perché la memoria personale si è intrecciata con la memoria storica, dimostrando ancora una volta quanto i ricordi possano diventare patrimonio da condividere e trasmettere alle nuove generazioni.

Durante un successivo gruppo ascolto, gli ospiti hanno raccontato le emozioni provate e ciò che questa particolare esperienza ha lasciato dentro di loro. È emersa innanzitutto l’importanza della scuola, del saper leggere e scrivere e del valore della conoscenza. Hanno ricordato l’emozione di indossare il fiocco, il significato del dettato e la necessità di prestare attenzione all’ascolto prima di poter scrivere. Ma, oltre ai ricordi, è emersa una consapevolezza ancora più profonda: la scuola non è soltanto un luogo in cui si imparano nozioni. È uno spazio in cui si cresce, si costruisce la propria identità, si impara a comunicare e si acquisiscono strumenti che accompagnano per tutta la vita.

“Un giorno a scuola” è stato un viaggio nel tempo, un modo per riaprire vecchi quaderni della memoria e permettere ai ricordi di tornare a vivere attraverso parole, oggetti, gesti e sorrisi. Per un giorno gli ospiti della Struttura di Mottafollone sono tornati bambini, hanno indossato idealmente il loro fiocco, hanno risposto all’appello, scritto sotto dettatura, ripassato le tabelline e fatto merenda insieme. E mentre la campanella suonava, non si è aperta soltanto una porta verso una classe: si è aperta una porta verso il passato, permettendo a emozioni e ricordi di incontrare il presente. Un grazie veramente speciale da parte di tutta l’équipe va ai nostri amati ospiti perché con il loro “si” ci permettono sempre di sperimentare e vivere con allegria tutte le attività che vengono proposte.

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