Al Don Milani i riti gastronomici della cultura arbëresh al centro di uno speciale Laboratorio cucina
Non è solo il profumo della pasta fresca a varcare la soglia, ma una corrente di memoria che attraversa i corridoi del Centro di riabilitazione e Casa protetta “Don Milani” di Lungro (Cs), respingendo l’aria ferma del presidio assistenziale e invadendo tutto con memorabili sentori di casa. Quando il Laboratorio cucina si è acceso, il tempo ha smesso di scorrere secondo le lancette dell’orologio e si è piegato al ritmo antico delle mani nella farina. Mani tremanti ma sapienti che hanno dato vita al rito condiviso di un impasto per riproporre un gesto d’amore dedicato questa volta a tutte le mamme e a quel focolare che continua ad albergare nel cuore di tutti.
L’idea di associare la dolce ricorrenza di maggio all’esercizio laboratoriale è venuta proprio alle nostre ospiti che, durante le attività di stimolazione cognitiva, alla domanda su quale fosse il piatto maggiormente amato nella sua preparazione, hanno risposto quasi all’unisono ripercorrendo con la mente il rito casalingo della preparazione della pasta fresca, riafferrando stralci di memoria legati a profumi, sapori, strumenti, tradizioni antiche. Come non far rivivere loro, allora, questi attimi di eternità? L’équipe multidisciplinare si è subito adoperata per allestire un piccolo laboratorio che avesse le fattezze delle tipiche cucine di antica memoria, dotate degli utensili della tradizione. La disponibilità dell’operatrice Pina ha consentito di poter utilizzare il tradizionale tavolinetto, detto “drasa” in lingua albanese, sul quale le signore impastavano e lavoravano la pasta fresca, nonchè l’utensile utilizzato per raccogliere la farina, lo “xistra”, ed il setaccio “shosh”.
Con i loro grembiulini colorati, tutte le ospiti si sono radunate attorno al tavolo da cucina per mettere a turno le mani in pasta. Guidate con dolcezza e pazienza dall’operatrice Pina, hanno impastato e lavorato un formato tipico della tradizione arbëresh, le “shtridhlat”, ridendo e scambiandosi ricordi e consigli in mezzo al centro della curiosità di chi era invece ignara di questo tipo di pasta e di lavorazione. Tutte insieme si sono divertite a trovare punti di unione o di distinzione rispetto alla propria cultura gastronomica d’origine.
Lavorare questo tipo di pasta ha richiesto un’attenta applicazione, tanta coordinazione ed ha rappresentato un’importante messa alla prova della loro manualità fino-motoria. E poi, ha beneficiato della tanta pazienza nel filare il tipico formato della tradizione arbëresh lungrese. Così come di consueto, l’attività del Laboratorio cucina ha avuto importanti effetti benefici sulla vita residenziale, favorendo l’esercizio delle funzioni cognitive ed il mantenimento di una condizione di benessere psico-fisico, ma anche il recupero di momenti preziosi custoditi nella memoria ed il richiamo ai luoghi del cuore ed ai solidi valori della famiglia. Unanime la commozione nel ripercorrere una vita di grandi emozioni così come la gioia nel creare nuovi ricordi positivi legati ad una nuova forma di convivialità. Una dolce degustazione e la consegna di tanti cuori colorati, scrigno di infiniti pensieri dedicati alle mamme, hanno messo un ulteriore sigillo d’amore ad una giornata unica.
