Profumi, sapori e pratiche contadine della tradizione diventano un’occasione gioiosa di condivisione

Si scrive “San Martino” e si legge “Festa d’autunno”! Esplodono i profumi, i sapori ed i ricordi legati alle tradizioni della vita nei campi quando si avvicina la ricorrenza che fa rima con uva e con mosto, con le succulente castagne cotte sul fuoco scoppiettante, con l’atmosfera di festa contadina che ancora nei piccoli borghi antichi riversa in famiglia la gioia della condivisione e dell’appartenenza alla comunità. Tutto questo ed anche di più si è felicemente materializzato all’interno della Residenza sanitaria assistenziale “Madonna delle Grazie” di Filadelfia (Vv) dove l’équipe multidisciplinare ha organizzato un bell’incontro tra gli ospiti, i loro familiari ed i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali. E li ha riuniti attorno ad una tavola riccamente imbandita e su cui ha primeggiato il succo d’uva spremuto proprio dagli inquilini della Rsa.

Il gustoso apericena messo a punto per la Festa autunnale è stato preceduto da uno scambio di saluti e apprezzamenti formulati dagli autorevoli partecipanti, tra cui il sindaco di Filadelfia, Anna Bartucca, rappresentanti delle associazioni “Augustus” e “Il terzo ordine dei carmelitani. L’associazione “Augustus” ha anche omaggiato gli ospiti con dei mini‑panettoni mentre il sindaco e l’amministrazione comunale tutta hanno offerto una torta con dedica alla saggezza ed al cuore dei nonnini.

A rendere l’atmosfera ancora più calda, ci ha pensato Totò, il fruttivendolo del paese, che ha acceso il fuoco per le caldarroste, le ha arrostite e servite ancora calde, facendo apprezzare a tutti il profumo dell’autunno.

La musica dal vivo di Renato, ha riempito l’aria con melodie familiari e coinvolto, con il karaoke, tutto il personale presente ed i nostri cari ospiti, scatenando gioiose risate e cori improvvisati.

Dietro al momento puramente festoso c’è stata tutta un’attività preparatoria che è andata a valorizzare le abilità residue degli ospiti ed a potenziare quelle più fragili e vulnerabili: preparare gli addobbi, per esempio, è stato un efficace stimolo per la loro tenuta attentiva, la concentrazione e la manualità fine, mentre la preparazione e la degustazione di dolci e caldarroste ha facilitato la socializzazione, riducendo il senso di isolamento. Ascoltare la musica dal vivo e cantare insieme ha favorito poi l’innalzamento del tono dell’umore, contribuendo ad una diminuzione della sensazione di ansietà e dello stress. Inoltre, vedere gli ospiti partecipare attivamente alla realizzazione dell’omaggio al sapore d’uva per i loro cari ha dimostrato per giunta un innalzamento del loro livello di autostima e della percezione di “utilità”. Insomma, tra profumi suggestivi, note spensierate e relazioni autentiche all’interno di un gruppo che è diventato una grande famiglia, il nostro “Apericena di San Martino” è diventato un’occasione di gioia e di benessere per tutti gli ospiti.

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