L’originale iniziativa è stata presentata il 25 novembre alla presenza degli scolari di Gimigliano

È dedicato a tutte le donne che lottano, a quelle che hanno avuto paura, a quelle che ogni giorno usano tutta la loro capacità di resilienza per riabbracciare ancora la vita, il cortometraggio “Scene di vita, voci di forza” realizzato da e con gli ospiti della Rsa “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz). Una produzione originale che ha ribaltato la prospettiva della violenza, convertendo l’amore in odio, la morte in rinascita, l’indifferenza in comprensione e che ha visto come protagonisti assoluti i nostri nonnini che hanno dato prova delle loro abilità drammaturgiche sotto la guida dell’équipe multidisciplinare. I momenti di studio, approfondimento e riflessione sulle tematiche che gravitano attorno alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono stati occasione di confronto e di formulazione di considerazioni tra passato e presente, di sovrapposizione tra privato e notizie di cronaca, di lettura di poesie e scritti vari sull’amore e sulla libertà. Durante le attività laboratoriali tutti hanno espresso a gran voce la loro disapprovazione nei confronti di qualunque tipo di violenza, sia fisica che verbale, ma hanno soprattutto inteso valorizzare il ruolo della donna anche interrogandosi sulle possibili cause della violenza di genere e sulle sue drammatiche conseguenze, nel tentativo di scardinarne la spirale di sofferenza. Così è venuta fuori una carrellata di immagini e di frasi che, lontane da ogni retorica, hanno disegnato il filo conduttore del progetto presentato nella giornata del 25 novembre in Rsa: un cortometraggio che ha racchiuso scene di vita vissuta in cui la violenza ha fatto da padrona senza però mai riuscire ad uccidere la speranza. Gli attori, i nostri ospiti, hanno vestito i panni di uomini e mariti dai comportamenti vessatori ma anche di donne abusate nello spirito e nel corpo ma non per questo meno forti e coraggiose; tutti insieme hanno, poi, rappresentato la forza della resistenza, la bellezza della solidarietà, l’importanza della cura reciproca, del rispetto e dell’amore. 

Le riprese che sono avvenute all’interno della Struttura di Porto, negli spazi comuni più adatti a poter riprodurre scene di vita soprattutto domestica, hanno coinvolto attivamente tutti i partecipanti, regalando loro momenti di riflessione, di comprensione reciproca, lavoro introspettivo, di condivisione e sorrisi.

Alla proiezione ha partecipato tutto il personale in servizio ma anche i familiari dei nostri cari ospiti ed i bambini della classe quinta dell’Istituto Comprensivo di Tiriolo, plesso di Gimigliano. Unanime l’apprezzamento per questo importante momento di sensibilizzazione su un tema di grande rilevanza sociale e civica e che ha inteso diffondere un messaggio di consapevolezza su argomenti che scuotono la coscienza di ciascuno di noi e richiedono un impegno comune, sistematico e concreto. La condivisione di tale progetto con gli scolari ha rappresentato, altresì, un’occasione educativa preziosa e utilissima per rinforzare il significato di concetti importanti per la loro crescita come quello di empatia, spirito critico, rispetto e parità. Ed il coinvolgimento dei bambini è stato tale che al termine della proiezione del cortometraggio, numerose sono state le loro domande e riflessioni sul tema. Tra la commozione di tutti le loro piccole mani sono anche diventate, simbolicamente, strumento di cambiamento: le rose adagiate sulla panchina rossa, simbolo della Giornata e della lotta alla violenza di genere, hanno occupato dolcemente il posto dell’assenza, ricordando con estrema delicatezza la sofferenza di chi non c’è più ma anche il vigoroso desiderio di rinascita e di rivalsa sul dolore.

Parole di apprezzamento nei confronti del notevole lavoro svolto dall’équipe e dagli ospiti ma soprattutto dai piccoli testimonial anti-violenza sono state espresse da Vittorio Poggi in rappresentanza del management aziendale. Quest’ultimo ha ringraziato anche la dirigente scolastica Maria Rosaria Maiorano e le insegnanti accompagnatrici Nini Gigliotti e Angela Tomaino, plaudendo ad occasioni di confronto e di scambio intergenerazionale come questa che, ad ogni latitudine, possono e devono contribuire ad interrompere il ciclo della violenza, educando i più piccoli al rispetto dell’altro ed alla valorizzazione della diversità nonché allo smantellamento di eventuali modelli culturali frutto ancora di retaggi patriarcali. Gli anziani custodiscono la memoria storica, i giovani avanzano nuove prospettive creando ponti tra passato e futuro: con questa certezza, che è anche un’esortazione per la ridefinizione di un presente ed un futuro più giusto e rispettoso, si è conclusa l’intensa giornata di riflessione e di azione. Un ricco buffet offerto dalla Struttura ha aggiunto un tocco di convivialità all’emozionante ed originale iniziativa.

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