Diverse le proposte educative dell’équipe per sensibilizzare gli ospiti alla cultura del rispetto

Discutere di un tema alquanto delicato e di grande rilevanza umana e sociale quale è quello della violenza sulle donne significa, anche in età avanzata, valorizzare il ruolo attivo dei cittadini nella comunità ma anche contrastare l’invisibilità degli abusi e sensibilizzare alla cultura del rispetto. Parlarne aiuta a riconoscere la violenza, compresa quella psicologica e di controllo, e ridefinire il concetto di relazione sana. Con questi propositi l’équipe multidisciplinare del Centro di Riabilitazione e Casa Protetta “Don Milani” di Lungro (Cs) ha promosso, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, un momento di riflessione e confronto tra e con gli ospiti della Struttura. L’appuntamento che ricorre ogni anno il 25 novembre, ha portato con sé anche il desiderio di produrre una prova tangibile dell’adesione totale alla lotta contro la prevaricazione di genere e, nei giorni precedenti, il Laboratorio educativo è diventato una fucina creativa all’interno della quale è stato realizzato un grande fiocco rosso arricchito da tante scarpette rosse colorate e ritagliate dai nostri ospiti. E insieme al simbolo della battaglia universale contro il femminicidio, durante i momenti di Terapia di orientamento alla realtà, sono state anche formulate delle frasi significative sul tema, riportate successivamente sul retro delle scarpette.

La Giornata contro la violenza ha visto la partecipazione attiva di tutti i nostri ospiti ad un laboratorio di lettura nell’ambito del quale sono state proposte delle poesie e delle testimonianze di donne vittime di violenza; tale attività è servita a far riflettere tutti sull’importanza della promozione di una cultura del rispetto ma ha anche valorizzato la testimonianza di alcune nostre ospiti. Una di loro, Maria, ha ripercorso i momenti più drammatici della relazione coniugale violenta che l’ha afflitta tra le mura domestiche, un momento molto intenso in cui la signora ha messo a nudo la propria fragilità ma ha trovato l’accoglimento ed il sostegno del gruppo che ha, prima, ascoltato in silenzio e, poi, testimoniato tutta la sua solidarietà e vicinanza. Il confronto ha sollevato diverse questioni tra cui quella dell’esistenza di una forma di violenza camuffata da severità e autorevolezza che, soprattutto nei tempi passati, si manifestava con prevaricazioni fisiche, verbali e psicologiche ai danni delle donne all’interno del nucleo familiare. Alle storie narrate si sono aggiunte, poi, le storie musicate, quelle della canzone italiana che, con i suoi testi ed i significati impliciti da cogliere e comprendere anche “tra le righe”, hanno contribuito ad ampliare il ventaglio di considerazioni sul tema.

La giornata si è conclusa con l’apposizione del simbolico fiocco homemade all’ingresso della Struttura: gli ospiti accompagnati dai membri del personale si sono ritrovati lì per mantenere viva la memoria e la vigilanza sociale e diventare fautori di pace e rispetto. 

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