L’Effige della Madre Celeste fa tappa nel piazzale della Rsa e unisce nella fede ospiti, fedeli e pellegrini

La Rsa “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz) spalanca nuovamente le sue porte all’effige della Madonna di Costantinopoli. Anche quest’anno, infatti, in occasione del tradizionale pellegrinaggio diocesano del 25 aprile che procede verso il Santuario simbolo della spiritualità mariana del capoluogo, la Residenza sanitaria assistenziale ha vissuto uno degli appuntamenti più intensi dell’anno e tra i più attesi dalla comunità intera, rinnovando il valore della spiritualità condivisa, della preghiera collettiva e dell’incontro.

In un clima di devozione, raccoglimento e partecipazione, nel grande piazzale addobbato a festa, tutti gli ospiti hanno simbolicamente ricevuto quell’abbraccio di amore, di speranza e di vicinanza della loro “Mamma Celeste”, alla quale quotidianamente rivolgono le preghiere più profonde ed intime. La Vergine è giunta accompagnata dal fiume di pellegrini che ogni anno rinnovano il legame storico e devozionale con la Madonna di Porto, ed è stata accolta con profonda gioia e commozione dagli ospiti della Struttura, dai loro familiari e dal personale tutto. Il corteo di fedeli ha percorso il viale adornato con fiori colorati fino a giungere all’ingresso principale della Rsa dove, accompagnata da preghiere e canti, l’Effige è stata posizionata su un altare. Intorno a questo, uno striscione riportante alcuni spezzoni della preghiera scritta da monsignor Claudio Maniago, vescovo della diocesi Catanzaro-Squillace in occasione del IV centenario della Madonna di Porto, e che gli stessi ospiti hanno fatto propria, riadattandola alla loro realtà ed al contesto sociale attuale: “Madonna di Porto … sostieni le nostre famiglie, soprattutto le più fragili e ferite, illumina i giovani nelle loro scelte, consola chi è stanco e ferito, donaci occhi capaci di sperare e mani pronte  a servire … affidiamo a Te il presente e il futuro di questa terra”.

Il corteo è stato accolto con gioia e riconoscenza da Vittorio Poggi, direttore della Struttura, che ha salutato e ringraziato tutti i presenti, tra cui il delegato vescovile per la pastorale don Ivan Rauti, il sindaco di Gimigliano, Laura Moschella, con la sua vice Maria Gigliotti, e poi tutti i pellegrini, ospiti, familiari e personale. Dopo un breve momento di spiritualità, è stata desiderosamente innalzata al cielo una preghiera per la piccola Maria Luce ed il suo papà, quale vicinanza ad una famiglia distrutta dal dolore, a cui solo l’abbraccio Celeste e la Fede possono dare la forza di superare l’evento nefasto che ha segnato, recentemente, loro e l’intera comunità catanzarese.

Immancabile il saluto delicato e amorevole, fatto di carezze, sorrisi e parole di conforto, del sacerdote don Fabrizio Fittante e del diacono don Mario Arcuri, figure fondamentali e costantemente vicini a tutti i nonni della Rsa. A tal proposito l’intero management aziendale, rappresentato da Massimo Poggi e dai figli Gianmario, Vittorio e Alessandro, ha voluto ringraziare ed esprimere la sua immensa gratitudine al sacerdote e al diacono, omaggiandoli con una targa capace di esprimere quanto la loro presenza sia segno di conforto, speranza e dignità, e valorizzare una presenza che incarna la fede nel servizio rendendo la comunità residenziale un faro di spiritualità.

Particolarmente commovente è stata poi l’offerta alla Madonna di un bouquet di delicatissimi fiori da parte di un’ospite della Struttura che ha voluto pubblicamente testimoniare il dono di un miracolo. E, prima che don Ivan benedisse tutti i presenti, un’altra ospite ha voluto consegnargli, in segno di riconoscenza, un manufatto realizzato durante le attività laboratoriali, quale un segnalibro di legno riportante la frase “Dove c’è amore, non esiste età”.

La processione ha, quindi, ripreso il cammino verso la Basilica dove ha avuto inizio la funzione religiosa, al termine della quale Vittorio Poggi ha voluto rappresentare la Rsa donando anche al vescovo una targa per ringraziarlo della “testimonianza di fede, carità e premura pastorale verso gli anziani della nostra casa”. Nel frattempo, tutti gli ospiti insieme ai propri cari e al personale, hanno condiviso un momento di convivialità davanti ad un buffet di dolci.

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