La soddisfazione per l’importante traguardo e la sfida al futuro del servizio di cura che diventa famiglia

Il 9 luglio scorso la comunità di Sersale (Cz) ha vissuto una giornata di profonda significatività, celebrando il ventesimo anniversario della Rsa “Padre Giuseppe Moscati” e le 671 storie di vita custodite negli anni. L’evento non ha rappresentato una semplice ricorrenza cerimoniale ma la testimonianza tangibile di un percorso ventennale in cui la Struttura si è evoluta fino a diventare un organismo vivente, intriso di relazioni umane e vissuti condivisi. La massiccia partecipazione di autorità civili, religiose, forze dell’ordine, famiglie e rappresentanti del terzo settore ha confermato quanto la Rsa sia divenuta, nel tempo, un presidio fondamentale del territorio silano e non solo, dove il tempo è scandito dal valore dell’accoglienza e dalla sacralità dell’incontro.

Un ecosistema fondato sulla dignità della persona. Sin dalla genesi del progetto, l’intento della proprietà — il gruppo pgg Healthcare, oggi sotto la guida dell’amministratore unico Gianmario Poggi Madarena e dei suoi fratelli Vittorio e Alessandro – è stato quello di trascendere la funzione puramente sanitaria e assistenziale della Rsa. L’aspirazione dei manager è stata quella ereditata dal fondatore Massimo Poggi, loro padre, quella cioè di trasformare la Struttura in un focolare domestico, dove la protezione e l’ascolto sono prassi quotidiana. Durante gli interventi di benvenuto, se da una parte Gianmario ha sottolineato con convinzione e lungimiranza che solo insieme si possono raggiungere considerevoli traguardi, remando tutti nella stessa direzione, Vittorio, con una franchezza intrisa d’amore e abnegazione, ha chiarito che ogni ospite non è mai stato considerato un numero, bensì un individuo portatore di una storia, di passioni e di una dignità che richiedono, anzitutto, rispetto e cura. Lo stesso ha voluto dedicare un ringraziamento speciale alle famiglie per la fiducia dimostrata e parole di profonda stima alle istituzioni locali e, in modo particolare, al Comune di Sersale rappresentato per l’occasione dal sindaco Carmine Capellupo e dagli assessori Lupia, Pettinato e Taverna. Inoltre, ha riconosciuto il supporto fondamentale offerto dalle Associazioni locali, dai volontari e dal padre spirituale don Fabio. Da parte sua, il primo cittadino è intervenuto per sottolineare quanto la Struttura sia una risorsa importante per il territorio di Sersale, casa di una squadra vincente che mette in campo il sorriso e che rappresenta una delle fette più virtuose e più sane della sua comunità. Una targa l’ha consegnata al manager senior in segno di riconoscenza per l’impegno profuso.

L’etica del prendersi cura: una cultura aziendale ereditata. Il cuore pulsante della “Pgm” risiede nel modello assistenziale che caratterizza tutte le altre Residenze del Gruppo e che pone l’individuo al centro. La missione aziendale non si limita, infatti, a soddisfare le necessità prettamente sanitarie ma mira a valorizzare le autonomie residue e ad assecondare i desideri personali di ciascun ospite. Gianmario, Vittorio e Alessandro Poggi Madarena, circondati dalla loro squadra di lavoro – la cui coesione ed entusiasmo hanno sottolineato con viva soddisfazione – hanno inteso rendere un tributo commosso al loro padre, figura cardine del progetto che ha trasmesso ai figli valori imperituri: il rispetto, il rigore e l’amore. Questo passaggio generazionale di consegne ha garantito la continuità di una cultura aziendale che non si è cristallizzata al momento della fondazione, ma che si è arricchita nel tempo. A sua volta, Massimo Poggi, vedendo la propria “nave” guidata con sapienza verso orizzonti di eccellenza, ha espresso tutto il suo orgoglio nel constatare come le nuove competenze manageriali siano perfettamente armonizzate con l’impronta etica delle origini.

Celebrazione dei legami e sguardo al futuro. I momenti più emozionanti della cerimonia hanno incluso la consegna dei riconoscimenti a coloro che hanno visto nascere la Struttura e che vi lavorano fin dal primo giorno, ma anche i ringraziamenti per i collaboratori più recenti, per gli ex consulenti che mantengono vivo il legame di stima con l’azienda ma soprattutto nei confronti del personale amministrativo che lavora con dedizione nel “dietro le quinte”. A tutti loro una delle nostre ospiti, Irene, ha dedicato una toccante poesia in cui ha condensato le sue emozioni, dalla paura dell’ignoto al momento del suo ingresso, alla gioia della consapevolezza di trovarsi in un luogo di cura dell’anima oltre che del corpo, alla soddisfazione di aver imparato quanto la vita sia preziosa in ogni sua stazione. Una squadra di lavoro virtuosa, insomma, guidata in corsia da Francesca Abramo, il medico responsabile, che ha spiegato quanto amore ci sia nel prendersi cura degli ospiti ma soprattutto quanto c’è da imparare ogni giorno da ognuno di loro, parte integrande di una grande famiglia. E la conferma di tutto ciò è l’apprezzamento testimoniato dalle tante Associazioni che a vario titolo collaborano con la Rsa e che hanno voluto partecipare all’evento, tra queste l’associazione “Arcobaleno”, “Linea selvatica”, la Proloco di Sersale, Croce di Malta, il Gruppo folk, il Circolo anziani, l’Azione cattolica, la Fidapa, l’Arci donna e Giovani per Sersale. Le prime tre hanno voluto premiare la dedizione e l’amore dimostrati verso il prossimo da tutto lo staff, consegnando dei sentiti riconoscimenti. 

L’atmosfera festosa è stata ulteriormente impreziosita dalla simbolica piantumazione di un ulivo per mano dei manager del Gruppo e che guarda al futuro sotto i migliori auspici di pace e lunga vita. Il connubio artistico, poi, tra la voce di Manuela Lupia ed il dj set di Franco De Luca ha creato una dolce cornice musicale che ha accompagnato il ricevimento curato dal servizio catering “Il piatto giusto” di Valentina Amato.

La giornata, conclusasi con il taglio di una torta commemorativa, non segna un punto di arrivo ma un trampolino di lancio verso nuove sfide. L’impegno solenne rinnovato durante il ventennale è quello di continuare a edificare un contesto in cui l’accoglienza non sia mai una voce di bilancio, ma la priorità assoluta di chi, con orgoglio, continua a correre incontro al futuro… prosit ai prossimi 20!

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