Momenti di intensa spiritualità per gli ospiti del “Don Milani” nella Cattedrale di San Nicola di Mira

Un momento di intensa spiritualità che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tutti. La reliquia della “Terra del transito” di San Francesco d’Assisi, che custodisce i granelli della terra su cui il santo morì, è stata venerata nella Cattedrale di San Nicola di Mira a Lungro (Cs) dai nostri ospiti del Centro di Riabilitazione e Casa Protetta “Don Milani” in occasione di un momento di preghiera e raccoglimento, di una spiritualità fatta di silenzi densi, interrotti solo dal soffio di un’invocazione sussurrata.

L’invito è arrivato dal cappellano della Struttura ed ha trovato subito l’accoglimento dell’équipe multidisciplinare che ha colto il valore di quell’incontro considerato non soltanto un evento devozionale, ma un incontro profondo tra anime in uno spazio privilegiato di introspezione, intimità, memoria e speranza.  

Gli ospiti della Casa protetta insieme ad alcuni membri del personale, tra cui educatrici, psicologa, operatori e infermiera, si sono recati in Cattedrale con l’automedica messa a disposizione dall’associazione “Misericordia” e dai suoi volontari, la cui presenza attenta e premurosa ha garantito uno spostamento sereno e sicuro. Già durante il tragitto si percepiva un trasporto particolare, un’atmosfera diversa, c’era attesa negli sguardi, silenzio nei pensieri, emozione trattenuta.

Sul posto il gruppo è stato accolto dai volontari della Protezione civile “Pollino H24” che, con grande disponibilità, hanno accompagnato gli ospiti lungo la navata per giungere poi alle prime panche, dove è avvenuto l’incontro tanto atteso. Il momento dell’accostamento alle reliquie è stato particolarmente toccante, con un passo lento ma deciso, tutti si sono fatti avanti per porgere un saluto. In quegli istanti il tempo è diventato eterno: le mani tremavano, gli occhi diventavano lucidi, gli sguardi intensi erano tutti rivolti verso quel segno tangibile di una presenza che continua a parlare al cuore delle persone. Gesti non formali ma profondamente veri, lì ognuno ha portato con sé la propria storia, le proprie fragilità, le proprie ferite e le proprie speranze.

Il rientro in Struttura è avvenuto in un silenzio pieno, sereno, quasi luminoso.  Il 27 febbraio rimarrà per tutti una data speciale per aver donato l’omaggio alle reliquie di San Francesco d’Assisi e per aver consentito di vivere un’esperienza di fede autentica, di condivisione profonda e di umanità vera. Un’esperienza che ha dimostrato con forza che anche nella fragilità il cuore continua a cercare luce, e quando la trova, sa ancora brillare.

Le forti emozioni hanno continuato ad animare i cuori dei nostri ospiti fino al pomeriggio quando, durante le attività di Gruppo ascolto nel Laboratorio educativo, ognuno ha condiviso un pensiero su San Francesco D’Assisi: alcuni hanno affidato a lui la propria salute, altri hanno pensato ai figli, ai nipoti, hanno chiesto forza per affrontare la malattia. Qualcuno ha parlato di San Francesco come di un amico lontano, qualcun altro ha ricordato momenti di fede vissuti in gioventù, stringendo tra le mani un rosario e chiudendo gli occhi per raccogliersi nella speranza.

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