La spremitura dell’uva ha rispolverato le tradizioni e gli utensili contadini di antica memoria

L’autunno, si sa, è tempo d’uva matura e di vendemmia. E anche se quest’ultima è realizzata in piccola scala, le suggestioni legate alla spremitura degli acini ed i profumi dolci ed inebrianti che se ne sprigionano hanno il potere di rendere l’aria magica e frizzantina e di dar vita tutt’intorno a momenti di condivisione gioiosa. Lo hanno sperimentato con piacere gli ospiti della Residenza “Padre Giuseppe Moscati” di Sersale (Cz), protagonisti di una “lezione” di vendemmia che si è trasformata in una festa di antica memoria. Dopo aver riflettuto sui benefici della piccola produzione handmade, annoverando tra le altre cose la genuinità del succo d’uva locale ed il benessere personale frutto della soddisfazione di poter confezionare il prodotto finale, sono passati alla pratica, mettendo in atto il procedimento di un tempo, a partire dalla pigiatura degli acini e dalla preparazione del mosto. Il ricordo di questa attività molto cara alla maggior parte di loro è stato favorito dall’utilizzo di strumentazioni originali legate alle pratiche contadine del passato; è stato bello leggere sui loro volti l’emozione dei flashback e la gioia di veder inalterato il legame sapiente con la natura ed i suoi preziosi prodotti. Tale appassionato e divertente esercizio ha favorito non solo il potenziamento delle facoltà mnesiche deputate al recupero dei ricordi lontani ma anche la stimolazione della motricità fine e della coordinazione oculo-manuale; i nonnini hanno dimostrato pure un abbassamento dei livelli di stress focalizzandosi sulle loro capacità residue e rafforzando, quindi, la consapevolezza di sé. Per non parlare, poi, di quanto ne ha beneficiato la loro socievolezza e di quanto si siano divertiti a riportare al gruppo aneddoti e strategie legate alla vendemmia dimostrandosi, ancora una volta, detentori e custodi di una saggezza popolare dall’inestimabile valore. I canti e le musiche popolari in filodiffusione hanno contribuito ad aggiungere ulteriori note di allegria all’attività laboratoriale.

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