La Rsa di Porto inaugura il Triduo pasquale con un rito commosso e partecipato

In un’atmosfera suggestiva e commossa, nella giornata inaugurale del Triduo pasquale che segna la transizione dalla Quaresima alla Passione di Gesù, giovedì 2 aprile, gli ospiti della Rsa “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz), insieme ai loro familiari, hanno preso parte alla Liturgia della Parola e al rito della “Lavanda dei piedi” presieduto dal diacono Mario Arcuri.

Nell’atrio principale della Struttura magistralmente addobbato con archi di palme, è stato allestito un piccolo cenacolo dove gli ospiti, indossando delle tuniche, nelle vesti dei dodici apostoli, hanno rappresentato la scena dell’Ultima cena.

Dopo la Liturgia della parola, il diacono ha evidenziato l’alto valore simbolico e spirituale di tale momento specificando tre segni importanti di questa giornata, incarnati dai suoi protagonisti: gli operatori sanitari che rappresentano, il servizio, la cura e l’assistenza quotidiana verso i più fragili; gli ospiti che testimoniano la passione di Gesù, l’umanità ferita dalla sofferenza e dal dolore che si salva, si redime e prega anche per tutti quelli che ancora sono in cammino per la redenzione; la famiglia che simboleggia l’amore e la cura domestica.

Inoltre, lo stesso ha messo in evidenza che «tutti insieme rappresentiamo quel piccolo cenacolo di preghiera che 2000 anni fa Gesù visse con i suoi apostoli, spezzando il pane e versando il vino memoriale del sangue che avrebbe versato il giorno dopo sulla croce». Il gesto della lavanda dei piedi è un gesto che profuma d’amore, di generosità e di servizio e ricorda l’insegnamento che Gesù diede quella sera agli apostoli: “Vi do un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. Insegnamento che si realizza nella realtà assistenziale attraverso il gesto concreto e quotidiano, come ha specificato Mario Arcuri, cioè quello di abbassarsi sempre nella propria umanità con generosità, umiltà e servizio.

Intenso il coinvolgimento emotivo di tutti i presenti che hanno manifestato in diversi momenti profonda commozione. Il rito ha purificato i loro cuori, portato conforto e dignità agli ospiti e da tutti è stato vissuto come un momento di speranza e fede che ha unito la sofferenza umana a quella di Cristo.

Lo scambio degli auguri al termine della funzione ha preceduto un momento conviviale e festoso attorno ad un ricco buffet con dolci tipici pasquali.

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