Protagonisti dell’incontro i cresimandi della parrocchia Madonna di Pompei di Catanzaro
È un’alleanza di generazioni quella che Papa Francesco ha definito come il risultato dell’incontro tra lo sguardo “veloce” dei giovani e quello “lungo” degli anziani: nello scambio, i ragazzi ricevono le basi per radicarsi saldamente alla vita mentre i secondi rinvigoriscono il coraggio di continuare a sognare. E se questo accade all’interno di un cammino di consapevolezza per una fede più matura, intima e appassionata, avviene qualcosa di magico che va oltre la cortesia di un gesto. Ne è prova l’emozionante giornata vissuta nella Residenza sanitaria assistenziale “Madonna di Porto” di Gimigliano (Cz) dove i nostri nonni hanno accolto con immenso entusiasmo e tenerezza, i giovani della parrocchia della Madonna di Pompei di Catanzaro. Questi ultimi, impegnati nel cammino della Cresima con i loro catechisti e guidati dal vice parroco don Stefano Lafranconi, sono stati i co-protagonisti di un’iniziativa di dialogo intergenerazionale, tra confronto, giochi e canti all’insegna della gioia condivisa.
L’incontro ha avuto inizio con un intervento da parte di uno dei catechisti che ha sottolineato il valore immenso dei nonni, la loro straordinaria e fondamentale presenza all’interno della famiglia, il loro ruolo vitale accanto ai giovani e il loro essere pilastri affettivi ed educativi: sono i nonni che in qualità di depositari della memoria storica, creano un ponte tra generazioni.
A guidare il dibattito don Stefano Lafranconi che ha creato vari spunti di riflessione e dialogo tra i ragazzi e i nostri ospiti nonché indirizzato, in modo originale e partecipato, un momento di animazione con gare di canto tra presente e passato. A questo ha fatto seguito la lettura del Vangelo con la conseguente benedizione delle palme, che gli stessi ragazzi hanno donato e distribuito ai nonnini.
Una “Tombola dei nonni” ha arricchito il programma della mattinata con il duplice obiettivo di rievocare i ricordi più belli degli anziani, attraverso immagini di oggetti antichi, anche denominandoli in forma dialettale, e far scoprire e comprendere ai ragazzi le forme più arcaiche della nostra lingua, per tanti versi diversa dallo slang giovanile più estremo dei giorni nostri ma pur sempre importante collante della nostra identità geografica e culturale.
Prima di prendere parte ad un piccolo buffet i ragazzi hanno voluto condividere tutta la loro emozione scaturita dall’incontro, i nonni hanno fatto altrettanto ricambiando con pensieri semplici ma spontanei la loro gioia e formulando loro tanti auguri non solo per il percorso di fede intrapreso ma soprattutto per una vita felice.
