Ricco il programma di iniziative di sensibilizzazione e condivisione per gli ospiti ed i loro familiari

In Italia, si stima che circa 300.000 persone convivano con la malattia di Parkinson, numero destinato a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione. L’incidenza, infatti, aumenta significativamente dopo i 60 anni e colpisce maggiormente gli uomini. Di questi ed altri dati che attengono alla temuta malattia, ai segnali precursori ed alle strategie multidisciplinari integrate che possano consentirne una gestione più possibile serena, si è parlato al Centro di Riabilitazione e Casa Protetta “Don Milani” di Lungro (Cs) in occasione della Giornata nazionale del Parkinson che ricorre ogni anno a fine novembre. Un ricco ed interessante excursus quello proposto dall’équipe psico-socio-educativa e che ha visto anche il contributo delle altre figure professionali che si occupano del benessere dei nostri ospiti.  

L’iniziativa si è svolta il 26 novembre ma già nei giorni precedenti il Laboratorio educativo era diventato una fucina di idee e strumenti di lavoro che potessero sostenere l’apprendimento e la tenuta attentiva dei nonnini durante i momenti successivi del progetto realizzato al motto di “Se anche il ritmo cambia la melodia continua”. Tra le altre cose, è stato realizzato un cartellone con immagini e riferimenti alla malattia, al fine di illustrarne ogni componente e avvicinare, senza spaventarli, i nostri ospiti ai suoi tratti distintivi così da conoscerli ed eventualmente accoglierli.

I nonnini sono stati, poi, protagonisti dell’attività laboratoriale legata alla Terapia occupazionale, sono stati invitati a svolgere gli esercizi finalizzati al mantenimento della motricità fine e grossolana, al miglioramento e/o mantenimento dell’autonomia nelle attività di vita quotidiana ed alla stimolazione delle capacità funzionali. Nel pomeriggio, dopo un momento di convivialità durante il quale hanno degustato una tazza di the caldo accompagnata da deliziosi dolcini, hanno assistito alla proiezione di una video testimonianza di una donna affetta dalla malattia di Parkinson che ha condiviso la propria esperienza di vita sui social. La visione attenta del filmato e l’ascolto empatico di quelle parole autentiche ha favorito la formulazione di diverse considerazioni che sono confluite in un importante momento di riflessione e di confronto emotivo. È intervenuto anche il terapista che ha illustrato in modo chiaro ed accessibile le principali caratteristiche della malattia soffermandosi sui sintomi, sull’evoluzione della patologia e sull’importanza della terapia riabilitativa oltre che farmacologica. Un piacevole spazio è stato dedicato anche alla musica, fondamentale anch’essa per la riabilitazione del paziente affetto da Parkinson in quanto esercizi ritmici e strumentali sono in grado di migliorare la coordinazione e l’umore, riducendo tensione e stress. I terapisti e gli educatori hanno suonato i tamburelli, gli ospiti hanno seguito il ritmo riproducendolo con il battito delle mani: tutti insieme hanno dato vita ad un piccolo spettacolo davvero coinvolgente! 

La giornata si è rivelata un momento significativo di informazione e condivisione contribuendo ad accrescere la consapevolezza sulla malattia; tante sono state le domande rivolte agli educatori e al terapista proprio da chi ne è affetto, e le testimonianze di chi ha voluto condividere la sua toccante storia. L’iniziativa si è rivelata, altresì, utile anche per i familiari di alcuni dei nostri ospiti che hanno approfittato di questo momento di approfondimento per chiarirsi dubbi o sfatare false credenze, ma soprattutto per ricevere sostegno e suggerimenti operativi per la gestione del paziente nell’ambiente domestico.

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