Da luogo di cura la Rsa diventa casa accogliente di opportunità, condivisione amorevole e solidarietà

Ribalta l’idea della Rsa come di un luogo in cui si transita “in attesa della fine” e le restituisce, invece, l’immagine di una casa calda ed accogliente, di un posto sicuro e amorevole, dove la vita pulsa ancora, dove il cuore ed i sentimenti continuano a farsi sentire seppur seguendo un ritmo diverso, più dolce. La Rsa è un luogo di vita e di grandi opportunità e l’iniziativa natalizia dell’équipe multidisciplinare di Mottafollone (Cs) l’ha dimostrato, sollecitando, attraverso la narrazione di storie, empatia e connessione e portando gioia e benessere ai nostri nonnini.

La Struttura ha vissuto, infatti, una giornata speciale, intensa e ricca di significato, con la festa dal titolo “Un Natale coi fiocchi”, evento articolato in diversi momenti, capace di intrecciare accoglienza, teatro, solidarietà e convivialità, e coinvolgendo ospiti, familiari, operatori, istituzioni civili e religiose. Ad aprire i festeggiamenti è stata l’educatrice Francesca Paletta che ha salutato calorosamente i nostri ospiti ed i loro parenti, il Direttore sanitario Giovanni Rosignuolo, la governance aziendale, il regista Bernardo Verta e le autorità civili e religiose presenti, ringraziando tutti per essere sempre vicini e per condividere insieme le numerose iniziative proposte durante l’anno. Ha, quindi, passato la parola al dottor Rosignolo che, insieme ai manager del gruppo, ha introdotto il senso profondo dell’incontro: «Oggi condividiamo un momento davvero speciale – è stato sottolineato – in cui tradizione, teatro e convivialità si incontrano armoniosamente. Lo spettacolo di oggi porta nella nostra Struttura emozioni, ricordi e sorrisi, creando uno spazio autentico di ascolto, relazione e benessere. Il teatro diventa un linguaggio che unisce, stimola la memoria, accende l’immaginazione e rafforza il senso di comunità, regalando ai nostri ospiti un’esperienza viva e coinvolgente». Un sentito ringraziamento è stato rivolto al regista curatore dell’ambizioso progetto del teatro in Rsa, il cui prezioso supporto ha permesso di valorizzare la persona nella sua interezza, ricordando come l’arte possa essere cura, incontro e gioia condivisa.

E quest’ultimo ha, quindi, presentato il lavoro svolto nei mesi precedenti, senza anticipare ciò che sarebbe accaduto in scena, lasciando spazio alla sorpresa e all’emozione. È iniziato così “The big tape – Tanti pezzi di teatro (e di vita) in atto unico”, uno spettacolo a cura degli ospiti-attori della Rsa di Mottafollone. Il prologo, recitato dall’educatrice Gessica Sollazzo, ha accompagnato il pubblico dentro la routine residenziale, vissuta tra profumi di caffè e brioscine, gesti quotidiani, attese, affetti, piccoli riti e grandi emozioni; la Rsa è stata raccontata come lo spazio che ospita una vera famiglia, una “casa del tempo” in cui le voci diventano memoria e resistenza all’oblio. Intanto, dietro le quinte, i nostri ospiti – con l’aiuto delle educatrici e degli operatori socio sanitari – si preparavano per andare in scena: trucco, capelli, cerchietti e gioielli. In precedenza, il regista aveva registrato le loro voci, le emozioni e i ricordi; ed è proprio su quelle voci che gli attori sono entrati in scena, con grande emozione e gioia, regalando al pubblico un’esperienza intensa e profondamente autentica.

Al termine della rappresentazione, l’educatrice Maria Gallo ha preso la parola, concludendo il momento teatrale e presentando uno ad uno gli attori, veri protagonisti dello spettacolo. Con parole sentite ha valorizzato l’impegno, il percorso condiviso e il significato profondo del loro “andare in scena”, accolto da lunghi e calorosi applausi. Subito dopo, i manager del gruppo pgg healthcare hanno ringraziato gli attori, tutto il personale della Struttura e il regista Bernardo Verta per la drammaturgia portata in scena, esprimendo profonda commozione per le forti emozioni trasmesse e per il lavoro corale che ha reso possibile un momento così significativo.

La giornata è proseguita con l’apertura dei mercatini di Natale, realizzati in collaborazione con l’associazione “Supereroi” di Altomonte e la ludoteca “Baby Birba” di Castrovillari. Nei mesi scorsi, l’associazione aveva coinvolto l’équipe educativa nella realizzazione di manufatti creati dai nostri ospiti e che, poi, sono stati messi in vendita nei vari mercatini natalizi, dando valore alla creatività, all’impegno e alla partecipazione attiva di ciascuno. E il regalo nel regalo è che il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto al reparto di pediatria oncologica dell’ospedale di Cosenza.

L’intensa giornata si è piacevolmente conclusa con il tradizionale pranzo di Natale, un momento di autentica convivialità che ha riunito ospiti, parenti e tutti i presenti attorno alla stessa tavola. Il brindisi augurale e la degustazione del tradizionale panettone hanno messo un ulteriore accento di condivisione gioiosa all’iniziativa. Musica, gioia e felicità hanno riscaldato gli animi, lasciando nei cuori di tutti il ricordo di un Natale vissuto insieme, “coi fiocchi”, fatto di relazioni, cura e condivisione.

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