A Spezzano Albanese la “Passerella della Memoria” ha regalato momenti unici di amore e condivisione

Ha messo insieme tutte le più efficaci terapie e strategie di sostegno all’anziano con deficit neurocognitivi ed è diventata attivatrice di emozioni, relazioni, ricordi, esperienze piacevoli. La “Passerella della Memoria”, iniziativa messa in campo dall’équipe psico-socio-educativa della Rsa di Spezzano Albanese (Cs) in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, è stata speciale e indimenticabile ed ha raggiunto il cuore di tutti. Un pomeriggio intenso, carico di commozione e di significati, che ha saputo trasformare il tema delicato della malattia neurodegenerativa in un’occasione di celebrazione della vita, della dignità e della forza dei ricordi.

La presentazione della serata ha registrato il prezioso contributo del medico responsabile della Rsa, Federico Domenico, della geriatra Rosina De Santis, di Vittorio Poggi in rappresentanza del management aziendale e del sindaco di Spezzano Albanese, Ferdinando Nociti. Ognuno, con trasporto e parole sentite, ha ricordato come l’Alzheimer, pur privando di tanto, possa ancora restituire emozioni e frammenti di memoria attraverso stimolazioni, sensazioni e affetti condivisi.

La passerella è stata allestita e decorata con cura e resa suggestiva da lanterne soffuse, scenografie eleganti, musiche di sottofondo che hanno creato un’atmosfera calda e accogliente. Quindici gli ospiti che hanno avuto la gioia di sfilare il loro abito, accompagnati dalle loro storie, raccontate con amore. Ogni abito non ha rappresentato soltanto un tessuto, un particolare taglio sartoriale o un emblema estetico, ma un vero e proprio pezzo di vita: matrimoni, anniversari, feste di famiglia, momenti indimenticabili della loro vita. Ad ogni passo, chi sfilava donava un frammento della propria memoria, trasformandolo in emozione condivisa.

La 16° passerella è stata un omaggio speciale ai nostri ospiti andandosi a concentrare sugli abiti tradizionali arbëreshë, che le loro stesse mamme avevano indossato prima di loro. Questi abiti che nei tempi antichi venivano utilizzati in occasioni solenni ma anche di vita quotidiana, rappresentano ancora oggi un simbolo identitario, culturale e religioso e, una volta indossati, hanno avuto il potere di far riaffiorare ricordi lontani e sensazioni autentiche, portando alla luce tradizioni che ancora oggi parlano di identità e appartenenza. I primi due a presentarsi in passerella venivano, per esempio, usati per feste religiose e matrimoni; il secondo, detto “la pacchiana”, era realizzato invece con tessuti più semplici perché pensato per la quotidianità.

Subito dopo, un momento di grande suggestione ha acceso l’entusiasmo: una fontana di scintille ha suggellato la riconoscenza nei confronti di tutti i dipendenti della Struttura che ogni giorno si adoperano con impegno, dedizione, spirito di collaborazione e stima reciproca, uniti dall’obiettivo di regalare amore e attente cure ai nostri cari ospiti. Non poteva mancare, poi, una foto di gruppo con i veri protagonisti della giornata: i nostri ospiti che con coraggio e simpatia hanno reso questa sfilata un momento unico e carico di emozioni.

A conclusione dell’evento, tutti gli ospiti, i familiari, il personale e gli amici si sono ritrovati intorno a un buffet conviviale. Tra sorrisi e parole di gratitudine, la comunità si è stretta in un abbraccio simbolico, plaudendo ad un pomeriggio che rimarrà impresso nella memoria collettiva. La “Passerella della Memoria” è stata, infatti, una lunga ed intensa emozione che ha pervaso tutti, è andata dritta al cuore di ognuno e si è letta negli occhi lucidi di chi, anche solo per un attimo, ha potuto rivedere nei proprio cari non soltanto i segni della malattia, ma la persona amata, con la sua storia, i suoi sentimenti e la sua unicità. Questa giornata ci ha ricordato che la memoria, anche quando si affievolisce, trova sempre il modo di riaffiorare se viene custodita con amore. La “Passerella della Memoria” non è stata soltanto un evento, ma un dono reciproco: i nostri ospiti ci hanno regalato frammenti delle loro vite, e noi, insieme a loro, abbiamo imparato che i ricordi, quando diventano emozione, non svaniscono mai.

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